Come si pignora il nullatenente

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Siamo sempre dalla parte del più debole e spesso il più debole è il creditore, cioè chi ha prestato dei soldi o fatto dei lavori, che si trova di fronte ad un debitore disonesto, di quelli che accendono mutui, chiedono prestiti, si fanno fare dei lavori e poi non pagano perché “non hanno niente” da perdere. Per fortuna la legge interviene a protezione del credito anche in questo caso.

Infatti lo Stato, come ha di recente introdotto una legge a protezione dei debitori onesti, ha anche previsto degli strumenti per tutelare i creditori dai debitori che fanno i “furbetti”.

Per cominciare l’ordinamento impone che il debitore sia tenuto a pagare i debiti con tutto il suo patrimonio: sia con beni che ha già nel patrimonio che con beni che non ha ancora nel suo patrimonio ma che avrà in futuro (art. 2740 c.c.).

Cosa accade quindi se il debitore non ha nulla? Se magari ha intestato tutto ad altri o ha venduto tutto quello che aveva e ha portato i soldi fuori dai “radar” del creditore (magari portandoli all’estero)?

Nel caso in cui il debitore si sia messo d’accordo con una terza persona per “fingere” la vendita di un bene di valore (una casa, un terreno, un garage…) il creditore può far annullare tutte le vendite avvenute nei precedenti 5 anni (azione revocatoria art. 2901 c.c.)

Si tratta di una causa ordinaria, quindi il creditore dovrà dimostrare che il debitore e il terzo hanno agito con l’intenzione proprio di “togliere” al creditore la possibilità di aggredire il bene in caso di inadempimento. Non è difficile ma è una procedura comunque lunga.

Una procedura più snella e facile è l‘esecuzione mobiliare: il creditore pignorerà tutti i beni mobili di valore che sono di proprietà del debitore (quadri, gioielli, automobili, arredi di pregio, TV, computer, smartphone, lavatrice, pellicce, abiti di marca, orologi…).

E se il debitore vive in affitto e circola con i mezzi pubblici? Poiché sarebbe difficile in questo caso dimostrare che gli arredi di casa sono del debitore e non del proprietario di casa, è più conveniente una esecuzione presso terzi, ovvero si vanno a pignorare i crediti che il debitore ha verso banche e datori di lavoro (conti correnti e stipendio/pensione, risarcimenti da riscuotere per sinistri ed ogni altro credito che il debitore vanti verso qualcuno).

Se poi il debitore è in comunione dei beni con la moglie, il creditore può prendere anche la metà della proprietà dei beni in comunione di quest’ultima.

Una alternativa è tenere d’occhio il debitore e, se nel tempo dovesse ricevere una eredità da qualche parente, agire subito per andare a recuperare i propri soldi su quella eredità.

In fine ricordiamo che se il debitore è socio di una o più società, il creditore potrà sempre pignorare le quote societarie (art. 2471 c.c.).

Insomma: ai creditori è lasciata un’ampia scelta degli strumenti che meglio lo tutelano per recuperare il suo credito.

In sostanza il creditore (e i suoi eredi) potrebbe “inseguire” il debitore (e i suoi eredi) per sempre. Quindi bisogna chiedersi: vale la pena fare i “furbi” e passare il resto della propria vita a “scappare” come topi?

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