Un aiuto per i famigliari o conoscenti in difficoltà: l’amministrazione di sostegno.

Tempo di lettura: 4 minuti

Come possiamo aiutare un famigliare, un amico o un conoscente con problemi fisici o mentali, dovuti all’età o a patologie, che gli impediscono di avere una vita dignitosa e sicura? Cosa fare se ci accorgiamo che il nostro vicino o una nostra vecchia zia non sono in grado di prendersi cura della loro salute e dei loro patrimoni?

Un tempo in questi casi si ricorreva alla dichiarazione di interdizione o inabilitazione con l’affiancamento di un tutore che sostituiva l’incapace in ogni azione importante. Oggi questi istituti sono stati quasi del tutto sostituiti dall’amministrazione di sostegno (AS).

L’amministrazione di sostegno è stata introdotta con la Legge 6/2004 ed ha lo scopo di garantire la protezione giuridica di chi, per una menomazione fisica o psichica, difficilmente riesce a provvedere ai propri interessi perché privo, in tutto o in parte di autonomia, senza però limitarne in modo eccessivo la capacità di agire.

A queste persone si affianca quindi un Amministratore di sostegno: una persona nominata dal Giudice Tutelare che ha il compito di assistere, sostenere e rappresentare chi non riesce a svolgere (in tutto o in parte) le funzioni della vita quotidiana.

Per poter chiedere la nomina di un Amministratore di sostegno non è sufficiente che la persona sia incapace, ma è necessario che vi sia un interesse attuale e concreto al compimento di atti che il soggetto interessato non è in grado di compiere da solo.

Immaginiamo un anziano che non è in grado di capire che è arrivato il momento di andare a stare in una casa di riposo perché da solo in caso è un pericolo per sé e per gli altri. Oppure il caso di un disabile fisico o psichico che non riesce a sottoporsi alle cure mediche necessarie perché da solo non riesce a spostarsi da casa. O anche il caso di chi si trova degente in ospedale e non è quindi in grado di gestire gli immobili e i conti correnti di cui è titolare. I casi di difficoltà possono essere moltissimi.

Poiché l’amministrazione di sostegno non limita la capacità giuridica del soggetto ma affida ad un Amministratore lo svolgimento solo di determinati atti o categorie di atti (ad esempio la sola gestione dei conti correnti, o delle sole compravendite, o delle autorizzazioni mediche…), per chiedere la nomina di un Amministratore di sostegno nell’interesse di qualcuno non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

E’ sufficiente recarsi presso il Tribunale competente e presentare il ricorso al Giudice Tutelare pagando i costi delle marche da bollo e del contributo unificato (sotto i 100€).

Chi può chiedere la nomina di un Amministratore di sostegno?

Innanzitutto la persona direttamente interessata: quindi anche il disabile o l’anziano in difficoltà (anche se minore, interdetto o inabilitato). Anche il coniuge, il convivente e i parenti fino al quarto grado (genitori, fratelli, cugini, zii, prozii, nipoti, nonni) della persona in difficoltà . Possono richiedere la nomina anche gli affini fino al secondo grado (cognati, suoceri, generi e nuore). Poi ovviamente possono richiederlo anche il Pubblico Ministero che ne abbia notizia e il tutore o il curatore dell’interdetto o inabilitato.

Poniamo quindi il caso che non siate un parente ma solo un semplice vicino di una persona che sapete essere in difficoltà, per poter attivare l’amministrazione di sostegno dovreste denunciare la situazione al Pubblico Ministero che, per legge, dovrà chiedere al Giudice Tutelare di intervenire.

Tuttavia ricordiamo che l’Amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Infatti chiunque di noi potrebbe decidere di nominare qualcuno di fiducia nel caso in cui dovessimo diventare improvvisamente incapaci di provvedere a noi stessi (si pensi al caso in cui dovessimo subite un incidente e non potessimo decidere se sottoporci alle cure mediche e a quali).

Chi può essere nominato Amministratore di sostegno?

L’Amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato ma in presenza di gravi motivi, il Giudice Tutelare può designare con decreto motivato un amministratore di sostegno diverso.

Comunque il Giudice, se possibile, deve scegliere il coniuge (che non sia separato legalmente), la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata. Questo succede nel caso in cui il genitore di un figlio “incapace” lasci per iscritto chi vuole come amministratore del figlio dopo la sua morte.

Ricordati di condividere questo articolo se pensi che possa servire ad altri. See you later!

Hai bisogno di una mano per nominare un Amministratore di sostegno per te o per un parente o qualcuno che conosci? Siamo qui per questo

Contattaci.

Seguici su:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *