Il mercato immobiliare si sta sbloccando e nel 2021 ci sarà la ripresa definitiva.

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Gli esperti confermano: nel 2019 la ripresa del mattone non ha avuto arresto e si prevede che nel 2021 le compravendite aumenteranno considerevolmente.

primi tre mesi del 2019 confermano il buono stato di salute del mercato immobiliare. Rispetto ai primi tre mesi del 2018 le compravendite sono aumentate dell’ 8,8%. Le città dove questo aumento è stato più visibile sono Genova e Bologna (quest’ultima è anche la città dove le case costano di più insieme a Milano).

Stanno risalendo anche i prezzi degli immobili nelle periferie e nell’hinteland delle grandi città e i tempi di vendita ridotti indicano proprio che si sta tornando ad acquistare (complici anche i tassi di interesse dei mutui che sono ai minimi storici).

In tutto questo anche le locazioni ne risentono. Infatti c’è una forte domanda di case in affitto che sta facendo impennare i prezzi dei canoni perché in realtà le case disponibili sono molto meno di quanto ne servirebbero.

infatti molti non possono ancora economicamente permettersi un mutuo e poi c’è anche il nuovo volto del mercato del lavoro: oggi per lavoro ci si sposta molto più di prima e, quindi, non si ha più la necessità di un alloggio fisso per molti anni perché si è più soggetti a trasferimenti.

Gli immobili più richiesti non superano gli 50 metri quadrati con un massimo di 85 metri quadrati. Questo rispecchia i nuovi nuclei famigliari, di solito composti da massimo tre persone (ma ricordiamo che l’Italia è un Paese dove il numero dei single è in costante aumento, quindi è immaginabile pensare che questo trend andrà avanti soprattutto in futuro).

Tuttavia, se il mercato residenziale sembra andare verso un futuro migliore, il settore dove è prevista la crescita più forte è quello della logistica (i capannoni per capirci).

Ciò è connesso allo sviluppo nel nostro Paese dell’e-commerce che nel 2021 dovrebbe arrivare a toccare i 22miliardi di fatturato. Per ogni miliardo in più di fatturato si crea un fabbisogno di circa 400mila mq di capannoni. Fate un po’ voi i conti!

Ma non bisogna dimenticare anche le strutture ricettive in un Paese come l’Italia dove il turismo non è mai mancato e non mancherà mai, non solo perché è un concentrato di bellezze di ogni tipo (da quelle naturalistiche a quelle artistiche o architettoniche) ma anche perché è uno dei Paesi più sicuri al mondo sotto il profilo del pericolo terroristico.

Insomma, pare proprio che sia il momento buono di sbloccare le risorse finanziarie e tornare ad investire nel mattone in vista di anni in cui la richiesta di immobili aumenterà considerevolmente.

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